In una sala del Tempio di Adriano affollata è stata presentata dal Presidente, Massimo Gargano, la pro-posta A.N.B.I. di piano contro il dissesto idrogeo-logico, redatta sulla base delle indicazioni rilevate dai Consorzi di bonifi-ca.Tutti gli attacchi che riceviamo ha affermato dipendono dal fatto che diamo fastidio, perche' non tolleriamo l'abusivi-smo edilizio, che insiste su un territorio gia' di per se' fortemente urbanizza-to. E intervenuto anche il Direttore Generale del-lAssociazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, Anna Maria Martuccelli, che ha ribadito come la materia della difesa del suolo sia, nella legislazio-ne italiana, materia con-corrente tra Stato e Re-gioni. Da ciò- ha prose-guito è derivato, nel set-tembre 2008, un protocol-lo, sulla cui base molte Regioni hanno proceduto alla riforma dei consorzi di bonifica.
Presente allini-ziativa an-che il Vicecapo Diparti-mento della Protezione Civile, Bernardo De Ber-nardinis, che ha sottoline-ato limportanza del co-struttivo rapporto con i consorzi di bonifica, evi-denziatosi in ripetute oc-casioni; ha sollecitato la creazione di una costante attivita' di coordinamento delle conoscenze sulla si-tuazione idrogeologica del territorio, sostenendo che l'ordinamento italiano pos-siede gli strumenti per af-frontare i problemi relativi alla difesa del suolo anche rispetto alle normative eu-ropee.
Il Sindaco di Roma, Gian-ni Alemanno, in qualità di Presidente del Consiglio dellAssociazione Nazio-nale Comuni Italiani (A.N.C.I.), ha annunciato la prossima firma di un protocollo dintesa fra A.N.C.I. ed A.N.B.I; finan-ziare opere idrauliche e di bonifica, anche piccole, in una fase di crisi economi-ca, puo' essere ha af-fermato - uno dei modi migliori per dare una spin-ta all'economia". Aleman-no si e' anche detto con-vinto che il C.I.P.E. (Comi-tato Interministeriale Pro-grammazione Economica) possa reperire i finanzia-menti necessari e che la norma relativa vada inseri-ta nel prossimo provvedi-mento economico del Go-verno, che sara' presenta-to in giugno.
SINTESI DELLE PROPOSTE A.N.B.I. PER UN PIANO
PLURIENNALE DI RIDUZIONE DEL RISCHIO
IDROGEOLOGICO
LItalia ha un territorio fra-gile: secondo il Ministero dellAmbiente, il 68,6% dei comuni ricade in aree cla-ssificate ad alto rischio i-drogeologico, che interes-sano il 7,1% della superfi-cie territoriale (2.150.410 ettari). La tutela ed il risa-namento idrogeologici, tramite la prevenzione, co-stituiscono priorità strate-giche per garantire al Pa-ese le condizioni indi-spensabili per la ripresa della crescita economica. Tali obiettivi sono conse-guibili solo se uniti ad unazione volta a combat-tere labusivismo edilizio e per l osservanza delle re-gole sulluso del suolo. La fragilità del territorio risulta infatti aggravata dalla in-tensa urbanizzazione: nel solo periodo 1990-2005 si stima il consumo del suolo in 3.665.261 ettari, vale a dire una superficie pari a quella delle regioni Lazio; Abruzzo e Umbria assie-me; nello stesso periodo, ai fabbricati già esistenti, si sarebbero aggiunti altri 3,139 miliardi di metri cu-bi di capannoni industriali e lottizzazioni residenziali. Per ridurre il rischio idro-geologico presente nel nostro Paese, lANBI pro-pone un piano pluriennale di interventi, perlopiù im-mediatamente cantierabili, relativo ad azioni, per le quali vi è la competenza dei consorzi di bonifica. Il piano proposto, frutto di un monitoraggio svolto sul territorio, richiede un im-porto complessivo di 4.183 milioni di euro da reperire anche attraverso una proiezione quindicen-nale dellimpegno di spe-sa, che potrebbe realiz-zarsi mediante mutui. E un importo consistente (pari a circa 1/15 della manovra finanziaria del 2010) ma è appena un quinto della spesa soste-nuta per tamponare i dan-ni delle catastrofi idrogeo-logiche, verificatesi del de-cennio 1994-2004 (20.946 milioni di euro). Il piano proposto dallANBI inte-ressa:
* lavori di adeguamento e ristrutturazione dei torrenti e delle rogge (anche con interventi di ingegneria na-turalistica) ed interventi per il ripristino delle frane sulle sponde dei canali;
* lavori di manutenzione straordinaria e di ade-guamento del reticolo i-draulico di bonifica, delle centrali idrovore e degli argini;
* interventi di manutenzio-ne del reticolo idraulico a difesa dei centri abitati;
* realizzazione di opere per il contenimento delle piene (casse di espansio-ne, canali scolmatori) al fine di smaltire gli eleva-tissimi volumi idrici deri-vanti dai bacini montani e che giungono a valle sem-pre più rapidamente;
* adeguamento delle in-frastrutture idrauliche al territorio urbanizzato;
* lavori di stabilizzazione delle pendici, collinari e montane.
Si tratta di azioni rientranti nellambito delle compe-tenze consortili, ma che hanno bisogno, per un più efficiente risultato, degli interventi e delle azioni delle altre istituzioni locali, realizzandosi il tanto au-spicato federalismo coo-perativo; conseguente-mente è necessaria con-certazione e collaborazio-ne sul territorio attraverso la stipula di protocolli din-tesa ed accordi interistitu-zionali.